LE PRODUZIONI TV

Sono stato assunto dalla RAI nel 1968 (avevo 29 anni) per i programmi della TV del pomeriggio; nel 1980 sono stato trasferito alla Rete 1 per i programmi di prima serata; nel 1987 sono stato nominato Capo Struttura (avevo 41 anni).

Allo spettacolo approdo attraverso un percorso di “attualità e costume”, fatto di trasmissioni di impegno sociale e culturale che conduco anche in video, tra le quali “SPAZIO” (1971/75), un rotocalco in 200 puntate che impegna direttamente i più giovani negli incontri e nelle inchieste; in 6 puntate “IL PIANETA DEI DINOSAURI” (1973), che ha l’onore di una replica prima della TV a colori (esattamente 20 anni prima della serie straordinaria di Piero Angela); “GHANA” (1974) con due storie di 30’ per raccontare un antico Paese equatoriale nel 1° anno di democrazia; “GIRO DEL MONDO IN 7 TV”: simula (nel 1975) di trasmettere per una settimana dal Giappone e dalle giovani televisioni dell’Africa (nel 1976); “DROGA, CHE FARE?”, la prima trasmissione in diretta (10.12.1981/82) ad occuparsi di assistenza ai tossicodipendenti (riceve una telefonata ogni 6 minuti: afferma Aldo Grasso nella sua Enciclopedia della TV), ed “APRITI SABATO”, un settimanale che ha cercato di sorprendere lo spettatore sul quotidiano, (all’epoca, fa tendenza e infatti va in onda dal 1977 al 1982 per un’ora e mezza alle 17 del sabato pomeriggio). 
“DROGA, CHE FARE?” diventa un libro (1983) con la presentazione di Sandro Pertini.

Droga che fare programma con Piero Badaloni e Mario Maffucci
Con Piero Badaloni nello studio di “Droga che fare?” (1981-1982)
Mario Maffucci con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini (1982)
Con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini (1982)
La copertina del libro Droga che fare di Piero Badaloni e Mario Maffucci
La copertina del libro “DROGA, CHE FARE?” (ERI-Edizioni Rai, 1983)

Consolido il mestiere di “fare televisione” in 3 diverse “botteghe d’arte”: quella di Pippo Baudo (una “televisione in grande”, generalista, popolare e saldamente ancorata al ritmo e alla tradizione del teatro leggero), quella di Celentano (imprevedibile nella sua spettacolarità) e quella di Renzo Arbore (una creatività divertente, leggera e colorata).

Lo “star system” mi riconosce capacità di innovazione con la quale supero il cosiddetto “scontro dei divi”, avvenuto nel mercato alla fine degli anni ‘80, quando Berlusconi il 23.03.1987 fa “suoi”, in un solo colpo, Pippo Baudo e la Carrà.

Con Folco Quilici, documentarista, nel programma “Apriti Sabato” (1977-1982)
Con Marco Zavattini, Folco Quilici e Sandro Paternostro nello studio della trasmissione “Apriti Sabato” (in onda dal 1977 al 1982)

Realizzo sperimentazioni di spettacolo popolare che segnano, in più di un’occasione, l’evoluzione dell’offerta televisiva.
È il caso del “FANTASTICO” (03.10.1987) con Adriano Celentano, 13 ed unici “sabato sera” divenuti leggenda…
“Sua – afferma Aldo Grasso nella Enciclopedia della TV – è stata l’idea di affidare l’edizione, rimasta memorabile…” al ragazzo della Via Gluck.

Adriano Celentano intervista Liza Minnelli durante "Fantastico"
Adriano Celentano intervista Liza Minnelli durante “Fantastico”

L’edizione insolita de “I PROMESSI SPOSI” (10.01.1990), ideata e interpretata dal Trio Marchesini, Lopez, Solenghi per 5 puntate: una scelta coraggiosa (trasmessa, peraltro, in concomitanza con l’ultima edizione del romanzo di Manzoni: remake del mitico sceneggiato di Bolchi del 1967).
La parodia registra posizioni non univoche nella critica, per la contemporaneità delle due opere; apre un dibattito, incassando comunque un fortissimo consenso da parte del pubblico (14 milioni di spettatori in media).

Enrico Montesano, Mario Maffucci e Anna Oxa durante un Fantastico
Con Enrico Montesano e Anna Oxa durante un Fantastico

Promuovo con convinzione lo sviluppo dell’idea televisiva di cabaret firmata da Pier Francesco Pingitore (collaborano con lui Mario Castellacci e Carla Vistarini): “BIBERON” (25.11.1987/89) scoperto con successo in terza serata, passò subito alla seconda.
Nella stagione successiva fu, trionfalmente, proposto in “prima serata RAI 1” (un tempo questo titolo valeva molto nel “borsino” televisivo) e così fu per 2 anni, registrando un crescente favore del pubblico, per programmi che sono diventati un “cult di televisione popolare” “CREME CARAMEL” (1990/92), “SALUTI E BACI” (1993), “BUCCE DI BANANA” (1994): i protagonisti della vicenda politica italiana e quelli della vita quotidiana “rivisti” con leggerezza e ironia da interpreti come Oreste Lionello, Leo Gullotta, Pippo Franco e Martufello con l’allegra sfrontatezza dei balletti di Pamela Prati, Valeria Marini e Aida Iespica e l’interpretazione dei giovani Mario Zamma, Manlio Dovì, Maurizio Mattioli, Morgana Giovannetti e altri.

Anche Beppe Grillo si affida a me per gli ultimi due show apparsi in una TV generalista (1995), che fecero il pieno d’ascolto, ma anche accesero molte polemiche: attacco feroce ad Agnes, alla Philip Morris, a Giulio Malgara (presidente dell’Auditel) e a Silvio Berlusconi.

Beppe Grillo, Mario Maffucci e Michele Serra, dietro le quinte di un Festival di Sanremo.
Con Beppe Grillo e Michele Serra, dietro le quinte di un Festival di Sanremo

Nello stesso anno imparo con il “RUVIDO SHOW” (in palinsesto 8 puntate, in onda soltanto 4) che non si riesce, in una Rete abituata ai grandi ascolti, a portare al successo in prima serata una squadra di artisti, magari simpatici e anche di talento, ma che per loro scelta (consolidata dalla risposta del mercato) si sono posizionati in una notorietà di nicchia, esaltata soprattutto e soltanto da un pubblico d’area. Condotto da Enzo Iacchetti il cast era composto da Gioele Dix, Giobbe Covatta, Paolo Cevoli, Vito, Ennio Marchetto, Tita Ruggeri, Paolo Maria Veronica, Roberto Malandrino, Caterina Sylos Lavini, Andrea Brambilla e l’esotica Cannelle (soubrette). Non solo il cast, ma sperimentale anche il regista (Francesco Vicario): per la verità il palcoscenico del locale (popolare Cabaret di Bologna) era troppo piccolo ed è risultato non adatto alle riprese.

Gli Autori sono stati Francesco Freirie e Daniele Sala, sceneggiatori ben collaudati nel teatro comico. Lo show si svolgeva in un’isola immaginaria dove uno stralunato comandante (Enzo Iacchetti) e la sua truppa accoglievano il pubblico e per due ore – attraverso monologhi e sketch – canzonavano con ironia i difetti di quella realtà da cui lo stesso pubblico proveniva. Lo show aveva una comicità dolce, a tratti poetica, sposando una satira sociale garbata, di impianto teatrale.
Sarebbe stata più indovinata la posizione in seconda serata… La sfida non riuscita fu quella di proporre un’alternativa ai beniamini consolidati dell’intrattenimento: interessante l’intenzione, ma non adeguata alle ambizioni la struttura del progetto.

In questo profilo non è raccontata la mia esperienza di tanti programmi nel curare le produzioni di Pippo Baudo, uno dei 4 “mostri sacri” con Mike, Corrado e Tortora, al quale ho soprattutto dato l’impegno gestionale che l’Azienda mi chiedeva.

Foto di gruppo dei premiati al 22° Premio Nazionale Regia Televisiva con i celebri "Telegatti" (1982)
Foto di gruppo dei premiati al 22° Premio Nazionale Regia Televisiva con i celebri “Telegatti” (1982)

Nell’appuntamento del “sabato sera” porto per primo al successo il “game show” arricchito con momenti di puro spettacolo, utilissimo per la serialità industriale della TV.
La proposta condivisa e la realizzazione sono di Michele Guardì con due opere: la prima è “EUROPA, EUROPA” (05.03.1988/90) per 3 edizioni, che ha avuto il valore e il limite di aver anticipato l’idea di quell’UNIONE EUROPEA al tempo ancora in costruzione (1993).
I protagonisti Frizzi, Gardini e Guardì, su proposta dell’Agenzia Europea addetta alla divulgazione culturale, sono però invitati con me a Madrid alla “Zarzuela” dal Re Juan Carlos; la seconda è “SCOMMETTIAMO CHE?” (13.04.1991) un programma che sostituisce al Teatro delle Vittorie il tradizionale appuntamento del varietà del sabato sera. Il programma si impone fino alla stagione 1995-96 per la resa spettacolare delle esibizioni e per l’affiatata conduzione Frizzi – Carlucci (lusinghieri gli ascolti tra gli 8 e i 9 milioni di spettatori).
Per 4 anni è stato anche collegato alla Lotteria di Capodanno, contribuendo notevolmente alla vendita dei biglietti.

Su questo percorso, alcune scelte trovano altra ed originale espressione nella fortunata serie delle trasmissioni “LUNA DI MIELE” (1992/93), “I CERVELLONI” (21.04.1994/97), o in quella di “BEATO TRA LE DONNE” (07.07.1994/95), o ancora in “FANTASTICA ITALIANA” (03.12.1995/98): contenitori del “varietà della porta accanto”, quel “real show” che si consolida a buoni livelli d’ascolto, sperimentati soprattutto con Ugo Porcelli e Marco Luci.

Mario Maffucci e Fabrizio Frizzi ospiti di  Re Juan Carlos di Spagna nella residenza privata di Palazzo della Zarzuela per la trasmissione "Europa Europa" (in onda dal 1988 al 1990)
Con Fabrizio Frizzi ospiti di Re Juan Carlos di Spagna nella residenza privata di Palazzo della Zarzuela per la trasmissione “Europa Europa” (in onda dal 1988 al 1990)

Dalla serialità industriale allo spettacolo d’autore: con collaborazioni autorevoli, come quella con Renzo Arbore, che “fruga” dietro le telecamere, tra le memorie della televisione con “MARISA LA NUIT” (20.04.1987); “rilegge” in 8 puntate la storia delle canzoni più popolari del Festival (27.01.1990) in “ASPETTANDO SANREMO” (partecipa Lino Banfii ma anche Michele Mirabella) e “ci riporta” il 16.12.1992 ad un grande protagonista del passato con “CARO TOTO’ TI VOGLIO PRESENTARE…” 4 puntate dedicate all’universo di amici e di colleghi con i quali Renzo ha rappresentato la “cultura sorridente” del Principe della risata.

Insostituibile in tanti programmi anche per me, ma soprattutto per Arbore, la collaborazione di Ugo Porcelli, vero autore di riferimento di tutte queste trasmissioni e di alcuni Speciali che Renzo chiede, per non dimenticare musicisti e artisti non comuni, come Roberto Murolo (“‘NÀ VOCE, ‘NÀ CHITARRA”, maggio 1990). Invece per Renato Carosone (“TU VUÒ FÀ L’AMERICANO”, 12.01.1995) ci sono dal Teatro Mercadante di Napoli, Alba Parietti con Renzo in platea, che sale sul palco per un duetto con Renato.

Mario Maffucci con Lino Banfi e Renzo Arbore nella trasmissione "Aspettando Sanremo" (1990)
Con Lino Banfi e Renzo Arbore nella trasmissione “Aspettando Sanremo” (1990)

Sullo sfondo degli Uffizi a Firenze un originalissimo contest tra l’Orchestra Italiana e quella del giovane americano Henry Connick Jr (che ricorda lo swing di Frank Sinatra prima di Michael Bublé, che ne fece un prodotto internazionale). Nell’intervallo c’è, con Renzo, uno strepitoso Massimo Troisi (maggio 1992).

Una divertente pausa con Massimo Troisi, sullo sfondo gli Uffizi di Firenze, per il Contest tra l'Orchestra italiana di Renzo Arbore e quella del giovane americano Henry Connick jr. (maggio 1992).
Una divertente pausa con Massimo Troisi, sullo sfondo gli Uffizi di Firenze, per il Contest tra l’Orchestra italiana di Renzo Arbore e quella del giovane americano Henry Connick jr. (maggio 1992)

Sostenendo la linea della tradizione nell’ottica di un respiro internazionale, contribuisco ad un ritorno dell’attenzione popolare sul “FESTIVAL DI SANREMO”.
Dal 1982 al 2000 sono partner di G. Ravera, C. Bixio, A. Aragozzini e Pippo Baudo ma sono io che tratto, nel 1984, con i 2000 lavoratori dell’Italsider in sciopero, Pippo, da “grande” qual’è, li porta da protagonisti in palcoscenico (è la prima irruzione della realtà del paese nel Festival… che nel tempo aprirà altre finestre). Aragozzini scrive per La nave di Teseo “Adesso canto io”: nella dedica, forse generosa, “… senza la sua collaborazione e i suoi consigli non avrei ottenuto i grandi successi…”, soprattutto nel rendere credibile l’impegno della RAI con il mondo della discografia che richiedeva garanzie dell’Azienda nell’assicurare l’evoluzione tecnologica dell’orchestra dal vivo.

Divento responsabile artistico della Rassegna dal 1997 al 2000: le edizioni sono quelle con Mike Bongiorno, Piero Chiambretti e Valeria Marini (18/23.02.1997); con Raimondo Vianello, Veronica Pivetti ed Eva Herzigova (24/28.02.1998); con Fabio Fazio, Renato Dulbecco con Laetizia Casta e Teo Teocoli (23/27.02.1999); con Fabio Fazio, Luciano Pavarotti, Teo Teocoli e Ines Sastre (21/26.02.2000).

Pippo Baudo con Mario Maffucci durante una delle sue tredici conduzioni del Festival di Sanremo
Con Pippo Baudo durante una delle sue tredici conduzioni del Festival di Sanremo

Il mio contributo all’industria culturale passa per la logica dei grandi eventi musicali che rompono l’egemonia di Sanremo, con la messa in onda di numerosi concerti ed anteprime mondiali.
In questa sezione del sito Riccardo Corato spiega la strategia di marketing e di “comunicazione integrata” che, con Carlo Livi vicedirettore generale, ha reso possibile una stagione irripetibile di Grandi Eventi in uno scenario internazionale.

Si riconoscono in RAI 1 dal 1986 al 1989 grandi star come Frank Sinatra (27.09.1986), nel fascinoso e nostalgico ma “mondanissimo” concerto al Pala Trussardi di Milano (c’era tutta la “Milano da bere”), che anticipa il “triplete” della regia dell’olandese Egbert van Hees: Madonna con due concerti, di cui il primo a Torino è clamoroso (04.09.1987), non si era mai visto uno show per raccontare un album (Giorgio Armani era seduto accanto a me per comprendere il nuovo linguaggio); Prince a Dortmund (09.09.1988); i Pink Floyd nella magia del bacino di Piazza San Marco a Venezia il 15 luglio 1989 durante la festa del Redentore (l’evento più sentito dalla città).
Lucio Dalla, Gianni Morandi, Vasco Rossi, Claudio Baglioni furono i primi cantautori che ebbero dallo Stadio Olimpico di Roma il loro primo “Concerto TV dal vivo”, rendendo possibile nel palinsesto, “il genere” che, prima di allora, non era stato mai pensato come proposta TV.

Mario Maffucci con il direttore generale della RAI Biagio Agnes al concerto di Frank Sinatra al Pala Trussardi di Milano (1986)
Con il direttore generale della RAI Biagio Agnes al concerto di Frank Sinatra al Pala Trussardi di Milano (1986)

Questa esperienza mi consente di condurre un confronto all’interno dell’Azienda per rendere istituzionale il “CONCERTO DEL 1° MAGGIO” (01.05.1990) con i Sindacati a Piazza San Giovanni: Bruno Trentin, Pierre Carniti (D’Antoni), Giorgio Benvenuto firmano l’accordo che tuttora è in atto.
Le prime edizioni del concerto sono per la regia di Cesare Pierleoni.
Nella linea dei grandi eventi musicali merita una nota a parte lo storico incontro del 27 settembre 1997 a Bologna, in preparazione del Giubileo, tra Sua Santità Giovanni Paolo II, con alcuni importanti artisti e 400 mila giovani, in occasione della chiusura della 23° Assemblea della CEI.

Nel cast d’eccezione Adriano Celentano, Andrea Bocelli, Michael Petrucciani, Lucio Dalla, Gianni Morandi. L’attenzione è soprattutto per Bob Dylan, ebreo di nascita, nell’incontro con Sua Santità. Lo “show” di questo insolito e straordinario “dialogo”, (trasmesso in mondovisione da RAI 1 per la regia di L. Martelli) determina una svolta epocale tra la Chiesa Italiana ed i Giovani nel rapporto con la musica pop e con quella rock. Ci furono almeno altri 2 appuntamenti importanti per il Papa: il “GRANDE GIUBILEO DEI LAVORATORI” nel 2000 a Tor Vergata a Roma e il “GRANDE CONCERTO” con Bocelli, Noà e la Grande Orchestra di Santa Cecilia.

Enzo Biagi, Renzo Arbore e Mario Maffucci.
Con Enzo Biagi e Renzo Arbore

La musica in primo piano, ma anche spettacolo con attenzione alla moda e all’arte.

Di qui la grande sfida con “DONNA SOTTO LE STELLE”, ideata da Anna Ferretti, che, prima dalla Scalinata di Trinità dei Monti (1986/92), poi da Piazza Navona (17.06.1993) e infine da Piazza del Popolo (20.09.1996), porta in passerella l’eccellenza dell’”italian style”: “SOTTO IL CIELO DI ROMAArmani, Valentino, Versace, Dolce&Gabbana, Gianfranco Ferré e Fendi.

"Donna sotto le stelle" ha promosso l'eleganza e l'eccellenza del made in Italy.
“Donna sotto le stelle” ha promosso l’eleganza e l’eccellenza del made in Italy

Si sperimenta con i grandi stilisti una vivace collaborazione che rende questa occasione uno dei più affascinanti ed esclusivi appuntamenti (in passerella tutte le grandi top model del mondo), spettacolo che nessuno è stato in grado di realizzare. Sfilarono sui nostri palcoscenici CARLA BRUNI, CLAUDIA SCHIFFER, NAOMI CAMPBELL, CINDY CRAWFORD, HELENA CHRISTENSEN, NA DECE, LINDA EVANGELISTA, GISELLE BÜNDCHEN… e non sono tutte: “Voglia di glamour, nostalgia di un’epoca dominata dalla bellezza, dalla ricchezza, e dalla trasgressione”, così scrive Gloria Satta nel ricordare quel mondo e quel periodo.

Mario Maffucci con Santo Versace durante uno dei "moda show"
Con Santo Versace durante uno dei “moda show”

Moda e musica, ma anche una particolare attenzione all’arte che diventa intrattenimento di una “prima serata” sperimentale.
Con GRANDI MOSTRE LIVE (1995) milioni di telespettatori, mediati da una formula di televisione semplice e diretta, scoprono il genio dei grandi “Costruttori del Rinascimento”. A Palazzo Grassi erano esposti i modelli in legno delle Basiliche costruite in quel favoloso periodo nel quale le Signorie, in competizione tra loro, fecero dell’Italia il Paese più visitato da tutta Europa. Le dimensioni di queste opere erano in “grande, grandissima” scala, così come erano state presentate a Principi e Pontefici, per ottenere il loro consenso e l’appalto dei lavori. Ricordo un progetto bocciato: il modello a due torri campanile per la Basilica di San Pietro.

Le dimensioni dei modelli davano l’impressione che fosse possibile “entrare” nell’edificio. Riuscimmo con un effetto tecnico a rendere “piccolina” l’immagine del conduttore che quindi presentava il programma dall’interno del modello. Parteciparono a questa sperimentazione personaggi dell’informazione, dell’intrattenimento e dello spettacolo che, nella narrazione, applicarono il loro format abituale: ricordo che il racconto della mostra fu condotto con impegno da Bruno Vespa; Piero Angela esplorò l’interstizio della cupola del Battistero di Firenze per scoprire il mistero della sua costruzione che Brunelleschi non spiegò mai; Maurizio Costanzo intervistò Maurizio Ferrara che interpretava Machiavelli all’interno di un elegante studio con la struttura di una cupola in legno; Raffaella Carrà conversava con storici ed esperti sulla quotidianità delle donne del ‘500.

Della grande mostra live al Guggenheim ricordo poco, ma l’immagine nel cielo di New York di un elicottero che atterrò sui giardini del palazzo per sbarcare Milly Carlucci è così iconica da non porterla dimenticare.
Mentre Milly illustrò la documentazione della pittura, del design e della moda dal 1943 al 1968 in Italia (il periodo della rinascita), Carmen La Sorella a Roma in uno studio televisivo intervistò critici, storici ed esperti di quel periodo.
Non posso non notare che la “governance” dell’Azienda (1995), che approvò il progetto, era consapevole che l’ascolto sarebbe stato al di sotto della media che in quel periodo registrava la Rete; puntò invece sulla dimensione culturale della proposta, interessata com’era al format sperimentale. Così fu… un Telegatto riconobbe però il valore della prova, che interpretò il sentimento di un target più alto di quello abituale.

Il “PAVAROTTI & FRIENDS” (1991/2000), una svolta resa possibile anche dallo speciale rapporto di fiducia che ho avuto con il Maestro: riesce il tentativo di coniugare al grande pubblico e alla sensibilità giovanile (attraverso il pop e il rock) il patrimonio della nostra lirica. Si rilancia però la magia irripetibile del “duetto” fra personalità artistiche molto diverse (Pavarotti con Bono, M. Bolton, Zucchero, Ricky Martin, Sting, Irene Grandi, Elisa, Laura Pausini e Giorgia, tanto per fare qualche esempio, ma anche con i Queen, Jon Bon Jovi, George Michael, Bob Geldof, Eric Clapton e Lou Reed), “esibizioni” che rimarranno nella storia dello spettacolo.

Mario Maffucci e Luciano Pavarotti durante una delle nove edizioni di "Pavarotti & Friends".
Con Luciano Pavarotti durante una delle nove edizioni di “Pavarotti & Friends”

Senza dimenticare “la musica pop nelle piazze d’arte”.
Un esempio per tutti è “TE VOIO BENE ASSAIE” per il “Summit dell’Economia” dal 1995 al 1997 condotto da Isabella Rossellini, sul palco Lucio Dalla, Antonello Venditti e Zucchero: l’annuale omaggio a Caruso dalla Piazza del Plebiscito di Napoli che la Rete fa diventare l’inizio di un trend televisivo, che trova in alcuni spettacoli di fine anno la dimensione più popolare delle città (Roma, Palermo, Firenze, Napoli, Verona, Catania). La formula è ancora in atto.

Innovativa la ristrutturazione dell’appuntamento di “MISS ITALIA” (1988), che affido a Fabrizio Frizzi (volto credibile e rassicurante per il pubblico familiare) e ai fantasiosi balletti corali (60 ragazze) delle Simonette, prima di allora spettacolo di secondo piano a Canale 5, diventa uno show caratterizzato dalla partecipazione delle concorrenti ai temi del contemporaneo. Alla fine dell’estate è campione d’ascolto.
La RAI cancella il programma nel 2013 perché, dopo il 2000 (quando lascio l’azienda), l’evento perde di qualità, mettendo in risalto soprattutto l’interesse delle partecipanti ad entrare nella moda, nella pubblicità, nel cinema e nella televisione, diventando fuorviante e autoreferenziale: non è più lo spettacolo della “ragazza della porta accanto” immaginato da Enzo Mirigliani.

E nel susseguirsi di grandi appuntamenti di comunicazione, attualizzando i criteri della solidarietà, metto in campo in prima serata “LA PARTITA DEL CUORE” (03.06.1992) con la Nazionale Cantanti (coordinata da Gianluca Pecchini), una delle più belle parentesi di spettacolo sociale che ancora oggi la TV di Stato può vantare (portata ad oltre 10 milioni d’ascolto). Una Nazionale di artisti per giocare al calcio fu, per la prima volta, una suggestione di Pier Paolo Pasolini. L’idea fu ripresa da Mogol, Gianni Morandi ed Eros Ramazzotti e resa operante da Gianluca. A dicembre 2024 la Nazionale ha giocato più di 647 incontri ed ha incassato, con partite televisive, più di 100 milioni di euro, tutti investiti in progetti di solidarietà sociale. Oggi per RAI 1 la Partita è un evento istituzionale, ma 32 anni fa richiese da parte mia un confronto con la Direzione di Rete e il Palinsesto dell’Azienda che ritenevano il progetto in prima serata una proposta problematica per l’ascolto.

Per le condizioni economiche che mi vengono proposte, accetto nel 2000 (avevo 61 anni) la fine di un percorso durato 32 anni, dei quali 20 dedicati allo spettacolo della televisione pubblica.

Mario Maffucci durante una pausa con Roberto Benigni
Durante una pausa con Roberto Benigni

Concludendo, nei 30 anni di lavoro nel settore della comunicazione ho…

… avuto l’intuito di puntare, per primo, su conduttori come:
Fabrizio Frizzi
Paolo Bonolis
Carlo Conti
Giorgio Panariello


… proposto in televisione le più belle “risate” degli italiani con:
Roberto Benigni
Beppe Grillo
Il Cabaret del Salone Margherita
Il Trio (Marchesini – Lopez – Solenghi)


… individuato, sperimentato e fatto crescere formati televisivi, che alcune gestioni dell’Azienda hanno poi valorizzato:
“LUNA DI MIELE”
“I CERVELLONI”
“BEATO TRA LE DONNE”
“PER TUTTA LA VITA”
“FANTASTICA ITALIANA”
“SCOMMETTIAMO CHE?”


… introdotto in una Rete, che aveva come picco di ascolto soltanto il Festival della Canzone Italiana, la spettacolarità dei
GRANDI CONCERTI ROCK
fino allo storico incontro tra
Giovanni Paolo II e Bob Dylan

… presentato per primo il top della moda italiana,
come grande spettacolo raffinato e popolare con
DONNA SOTTO LE STELLE” e poi “SOTTO IL CIELO DI ROMA

… portato in piazza (da uno Studio TV), rinnovandone la formula,
LO SPETTACOLO DI CAPODANNO

La giuria del Telegatto
La giuria del Telegatto

Facendo squadra, in occasioni diverse, con:
Biagio Agnes, Adriano Aragozzini, Giorgio Armani, Ernesto Assante, Bibi Ballandi, Sergio Bardotti, Marco Bassetti, Paolo Beldì, Paolo Biamonte, Carlo Bixio, Alvise Borghi, Pier Quinto Cariaggi, Mario Castellacci, Gaetano Castelli, Alfredo Cerruti, Massimo Catalano, Luigi Ciotti, Riccardo Corato, Gianpaolo Cresci, Barbara Dal Corso, Dolce&Gabbana, Fabiano Fabiani, Claudio Fasulo, Enzo Forcella, Francesco Freirie, Carlo Fuscagni, Pietro Galeotti, Giorgio Gambino, Valentino Garavani, Don Gelmini, Brando Giordani, Marco Giusti, Luca Iosi, Stefano Jurgens, Carlo Latini, Casimiro Lieto, Beppe Lisi, Carlo Livi, Marco Luci, Rosanna Mani, Nicoletta Mantovani, Luigi Martelli, Massimo Martelli, Nello Marti, Gian Marco Mazzi, Emanuele Milano, Enzo Mirigliani, Federico Moccia, Gianluca Pecchini, Cesare Pierleoni, Ninni Pingitore, Pipolo, Luisa Pistoia, Ugo Porcelli, Marco Posani, Lucio Presta, Gianni Ravera, Marco Ravera, Antonio Ricci, Luigi Ricci, Loretta Ricci, Carlo Rossella, Massimo Russo, Francesco Rutelli, Daniele Sala, Maurizio Salvadori, Tatti Sanguinetti, Stefano Santucci, David Sassoli, Mimmo Scarano, Paolo Scotti, Giampiero Solari, Marcello Sorgi, Giovanni Tantillo, Enrico Vaime, Lorenzo Vecchione, Walter Veltroni, Giorgio Verdelli, Gianni Versace, Santo Domenico Versace, Carla Vistarini, Dino Vitola, David Zard, Alessandra Zingales.

Facendo televisione con:
Antonio Albanese, Amadeus, Piero Angela, Renzo Arbore, Lino Banfi, Piero Badaloni, Pippo Baudo, Luca Barbarossa, Mike Bongiorno, Paolo Bonolis, Enzo Biagi, Luca Carboni, Miguel Bosé, Cannelle, Luca Carboni, Gabriella Carlucci, Milly Carlucci, Renato Carosone, Raffaella Carrà, Josè Carreras, Letitia Casta, Adriano Celentano, Claudio Cecchetto, Piero Chiambretti, Gigliola Cinquetti, Carlo Conti, Maurizio Costanzo, Giobbe Covatta, Lucio Dalla, Philippe D’Averio, Peppino Di Capri, Placido Domingo, Johnny Dorelli, Anna Falchi, Fabio Fazio, Sabrina Ferilli, Giuliano Ferrara, I Fichi d’India, Pippo Franco, Leo Gullotta, Eva Herzigova, Enzo Iachetti, Aida Iespica, Claudia Koll, Luca Laurenti, Marisa Laurito, Carmen La Sorella, Gad Lerner, Oreste Lionello, Giancarlo Magalli, Malandrino e Veronica, Alessia Marcuzzi, Valeria Marini, Martufello, Milva, Giovanni Minoli, Michele Mirabella, Enrico Montesano, Sandra Mondaini, Roberto Murolo, Anna Oxa, Barbara Palombelli, Giorgio Panariello, Alba Parietti, Luciano Pavarotti, Arrigo Petacchi, Max Pezzali, Daniele Piombi, Veronica Pivetti, Pamela Prati, Gigi Proietti, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri, Luciano Rispoli, Carlo Rossella, Melba Ruffo, Silvan, Marcello Sorgi, Teo Teocoli, Mara Venier, Bruno Vespa, Raimondo Vianello, Vito.

Mario Maffucci con Ninni Pingitore e Carlo Bixio a una festa in maschera.
Una festa in maschera con, tra gli altri, Ninni Pingitore e Carlo Bixio

Nel mio percorso la musica è stata citata in più di un’occasione:
il racconto merita però un approfondimento, altrimenti non si coglie appieno che dal 1987 al 2000 RAI 1 ha vissuto una “rivoluzione musicale” vera e propria. L’operazione si è sviluppata su 3 linee:
L’INFORMAZIONE, I GRANDI CONCERTI IN DIRETTA e GLI SPECIALI MUSICALI (vedi il documento di Riccardo Corato).

SINTESI DELLE COLLABORAZIONI CHE SONO RISULTATE FONDAMENTALI
  • Luigi Martelli, riprese
  • Armando Portone, montaggio
  • Marco Zavattini, creatività
  • Carmela Lisabettini, Loretta Ricci, produzione esecutiva
  • Sandra Bemporad, capo progetto Festival
  • Ascania Baldasseroni, collegamenti internazionali
  • Ugo Porcelli, autore di riferimento adattamento format per serialità
  • Bibi Ballandi, produttore grandi eventi e show
  • Marco Luci, Moira Anastagi, Casimiro Lieto, assistenti
  • Carla Cocuccioni, Anna Silvestri, Patrizia Carità, Mirella Cannoli, gentile, efficiente segreteria

Nella prima fase di formazione devo un grazie particolare a Luigi Martelli e Armando Portone per l’insegnamento del linguaggio delle immagini: il primo nelle riprese, il secondo nel montaggio.
Carmela Lisabettini e Loretta Ricci mi hanno permesso di lavorare tranquillamente
in produzioni costruite a regola d’arte ma la crescita professionale, nella sua visione d’insieme, è avvenuta con la collaborazione di Marco Zavattini, per la sua creatività e leggerezza, ma soprattutto per la straordinaria conoscenza delle risorse di spettacolo disponibili sul mercato.
Meritevole di una citazione speciale è il lavoro di Sandra Bemporad che ha costruito la struttura organizzativa del Festival di cui ero responsabile.
Con Bibi Ballandi ho realizzato grandi eventi e show di livello, è stato possibile perché, primo nel mercato, ha potenziato la sua Società di competenze e risorse che gli hanno permesso di dare risposte convincenti, talvolta innovative, alle richieste della mia Struttura di Programmazione. In particolare ho potuto provare nel periodo estivo al “Bandiera Gialla” (discoteca in disuso trasformata in location TV) personaggi emergenti che poi sono stati impegnati nel Palinsesto dell’anno.
Ugo Porcelli, autore di riferimento di Renzo Arbore, è stato “prezioso” anche per me: ha selezionato format europei e americani, adattandone le formule per la televisione italiana della RAI.
Un grazie particolare a chi mi ha assistito con pazienza ed intelligenza nel prezioso servizio di Segreteria: la mitica Carla Cocuccioni e Patrizia Carità, Anna Silvestri e Mirella Cannoli.
Ho avuto come Assistenti la collaborazione competente e la confidenza nei momenti difficili di Marco Luci (al ritorno dal primo Erasmus), di Moira Anastagi e di Casimiro Lieto.
Oggi Marco è tra gli autori di prima grandezza e Moira è una brava regista televisiva.


Mario Maffucci